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Piccoli spiragli

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Provare ad immaginare una prima pagina del genere era difficile anche per i migliori registi di film catastrofici, almeno fino a qualche mese fa. Sono passati già due mesi dall'inizio di questa storia, il mio ultimo viaggio a Barcellona, il ritorno e la  successiva quarantena, dapprima in alcuni comuni del nord, poi le regioni e a finire l'Italia intera. Prime pagine 1 Marzo 2020 I titoli principali di allora erano già sul tema, ma molto più concentrati su quelle che potevano essere le conseguenze possibili che sul problema stesso da affrontare nell'immediato e come al solito la serie A era nei trafiletti di tutte le prime pagine. Ma ci manca veramente il calcio? Tralasciando il sottoscritto, molte delle persone che sento appassionate di pallone, non ne sentono la minima mancanza e forse di questo se ne stanno rendendo conto anche alla FIGC. Siamo d'accordo che il lato economico è il capitano reggente in carica, ma come per il calcio anche per tutt

Scale mobili


Momenti questi che non tutti stiamo passando allo stesso modo, alla stessa maniera, a partire dalla quarantena, chi ha il giardino, chi il balcone, chi il terrazzo e chi nessuno di questi, la prospettiva dunque cambia da persona a persona, per non parlare del lavoro.
Ho vissuto circa sei anni fa un periodo molto infausto a causa del lavoro che solamente lo scorso anno sono riuscito a cancellare. Si, perché le brutte esperienze vanno cancellate, ma mai dimenticate.
Cancellate perché bisogna fare spazio alle nuove esperienze senza troppo guardare indietro, il mondo va vanti anche senza di loro, mai dimenticate perché in qualche modo dobbiamo evitare di commettere gli stessi errori.
La cosa più importante in questi momenti è reagire agli eventi e non aspettare che questi prendano il sopravvento.
Ho ritrovato nelle mie tante bozze di qualche anno fa dei pensieri, scritti proprio in quei giorni infausti, li condivido con la speranza che possano essere di conforto e stimolo per qualcuno che in questo momento non se la sta passando bene nel lavoro, solo chi c'è passato veramente può capire.

21 ottobre 2013
Le difficoltà nella vita possono essere paragonate alle difficoltà che incontriamo in una gara. Ci sono dei momenti speciali in cui ti senti al settimo cielo, basta poco, semplici attimi di gioia per farti trascorrere quella che può sembrarti la giornata più bella degli ultimi 20 anni, basta altrettanto poco, poi, per farti tornare alla "normalità" della vita di tutti i giorni e anche più giù. 
Siamo fatti così noi del primo mondo, quelli travolti dal benessere, dalla banalità delle cose materiali che ogni giorno ci distraggono dal vero senso della vita.
Non è un buon periodo, i problemi del lavoro passano in primo piano e li ti accorgi che tutta la concentrazione viene rivolta ad una cosa che fino a poco tempo prima era la normalità, perché indipendentemente da tutto, tu, hai sempre dato il massimo, ma che purtroppo neanche quello ormai basta più.
E allora il filo sottile che lega tutti i tuoi meccanismi della tua vita quotidiana comincia a tremare e in quel preciso momento ti fermi a guardare, soffermandoti su cos'è che sta facendo traballare tutto quello che fino a quel momento era la tua solidità, la tua certezza. 
Bisogna imparare a vedere le cose con altri occhi, avere il coraggio di saper cambiare, di reinventarsi, non facile a questa età, ma è proprio questo il momento giusto per farlo.
Tutto il resto passa in secondo piano, la tua concentrazione si sposta su un nuovo obiettivo, ma la voglia di continuare a fare quello che più piace a te rimane. 
E' vero, ti senti combattuto, ma non ancora sconfitto. Vincerò io, anche questa volta.


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