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Piccoli spiragli

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Provare ad immaginare una prima pagina del genere era difficile anche per i migliori registi di film catastrofici, almeno fino a qualche mese fa. Sono passati già due mesi dall'inizio di questa storia, il mio ultimo viaggio a Barcellona, il ritorno e la  successiva quarantena, dapprima in alcuni comuni del nord, poi le regioni e a finire l'Italia intera. Prime pagine 1 Marzo 2020 I titoli principali di allora erano già sul tema, ma molto più concentrati su quelle che potevano essere le conseguenze possibili che sul problema stesso da affrontare nell'immediato e come al solito la serie A era nei trafiletti di tutte le prime pagine. Ma ci manca veramente il calcio? Tralasciando il sottoscritto, molte delle persone che sento appassionate di pallone, non ne sentono la minima mancanza e forse di questo se ne stanno rendendo conto anche alla FIGC. Siamo d'accordo che il lato economico è il capitano reggente in carica, ma come per il calcio anche per tutt

Riassunto


Ricordo vagamente la prima volta che ho sentito parlare di questo virus, ma ricordo bene di aver seguito con attenzione il videostreaming della costruzione dell'ospedale a Wuhan a fine Gennaio.
Li è stata catturata completamente la mia attenzione.
Avevo sentito negli anni notizie su varie forme influenzali la maggior parte sempre provenienti dall'est asiatico, ma mai avevo visto tanta frenesia nel tirare su un ospedale per un virus.
Perchè l'influenza, come pensavo, non c'entra niente stavolta.
Ho in programma un viaggio con amici a Barcellona, fine febbraio, il virus ha fatto ingresso in molte parti del mondo, pochi infetti rispetto a quello che sarà, ma quasi tutti i continenti sono già stati contagiati.
Due amici rinunciano al viaggio, è il periodo della nave da crociera bloccata in Giappone e la chiusura dei voli provenienti dal nord Italia da parte di alcuni stati.
Il viaggio lo facciamo in tranquillità, niente forme di precauzioni si notano in Spagna, totalmente assenti, mentre a Fiumicino aereoporto passiamo almeno al controllo termico tramite scanner, era il primo Marzo.
I deceduti quel giorno erano arrivati a 34 e poco meno di 1600 gli infetti, a tutto si pensava "in quel tempo" tranne a quello cui saremmo andati incontro (ad oggi il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall'inizio dell'epidemia è 135.586 e un totale di 17.127 morti).
Il martedi successivo al mio rientro in Italia sono partito per lavoro a Foggia, dove leggevo di un solo contagiato riscontrato.
Quelli sono stati gli ultimi giorni in cui sono stato a cena e a pranzo fuori, le ultime volte che uscivo a correre e andavo a nuotare in piscina, a trovare amici e giravo in macchina senza una precisa meta, di mascherine non si sapeva neanche quali tipi esistessero in commercio.
Da quei giorni sembra passata un eternità e invece sono passati appena una trentina di giorni.
Trenta giorni chiuso dentro casa, esco per fare la spesa a me e ai miei, stop.
Le giornate passano dal mangiare al dormire, dal leggere al giocare, dal fare qualche attività 'bruciagrassi' all'ozio più totale.
Credo poi che adesso stia per arrivare il periodo più critico.
Non faccio altro che sentire e leggere che il famoso picco è passato e stiamo tornando ai "livelli" di qualche mese fa e nello steso tempo vedo in giro più persone e più macchine.
Quello che è stato fatto fino ad ora è solo l'inizio, dobbiamo ancora fare tanto, la cosa importante è non abbassare lo stato di allerta.
Dobbiamo entrare in una nuova visione delle cose, cambiare punto di vista, che la vita, almeno fino al vaccino, non potrà essere la stessa fatta fino a poco tempo fa.

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