venerdì 3 febbraio 2012

La verità non fa apparire


Ci sono delle coincidenze che a volte sono viste come contrattempi, ma il più delle volte bisogna interpretarle come spunti vantaggiosi.
Buttarsi a capofitto in un nuovo business e partire a 100km/h, può comportare il rischio di sbandare, rompere l'auto e anche farsi male. Poi l'auto si aggiusta, i pezzi di ricambio sono pronti e disponibili, l'auto torna come nuova, appunto, come nuova, ma nuova non lo è più.

In una riunione su un nuovo progetto, mentre si discuteva come e quando partire, ho sottoposto le domande che a mio parere era giusto fare, sottolineando i punti sfavorevoli a cui bisognava stare attenti.
Questo ha fatto si che alla fine della riunione sono apparso come colui che credeva poco nel progetto, solo perché io non rispondo sempre si.
Accade che spesso l'entusiasmo è così luminoso che si rischia di rimanere abbagliati da questo, la voglia e la fretta di fare lasciano poco spazio alla razionalità.
E' stupefacente come poi accade che le cose che dici cominciano a prendere forma e ad avere un senso, di punto in bianco, a causa delle coincidenze a cui prima si accennava.
Il discorso di fondo è che per affrontare un progetto, importante o meno che sia, ci vuole gioco di squadra. La squadra comincia a giocare e poi alla partita successiva non sei convocato, e allora chiedi il risultato, tutto ok, stiamo giocando bene, ma la convocazione non arriva neanche nelle partite successive.
Decidi allora di rimettere a disposizione quel 20% dedicato al nuovo progetto al tuo lavoro, e a quella parte di business dell'azienda che sembra apparentemente non interessare a nessuno, proprio perché non fa 'apparire', ma quel lavoro qualcuno lo deve pur fare.

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